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Bere Coca Cola e assumere aspirina per contrastare i postumi di una gara podistica? Questi consigli, che farebbero arricciare il naso a qualsiasi specialista di nutrizione, sono stati scritti, pubblicati e distribuiti in un opuscolo destinato ai corridori della Stramilano, la scorsa domenica 5 aprile. Il depliant, intitolato “La corsa in dieci passi”, è stato realizzato dal dj Linus con collaborazione scientifica del dr. Giuseppe Fischetto, consulente medico della Fidal, la federazione italiana di atletica leggera.
La questione, resa ancora più seria dall’indubbia popolarità dei personaggi che hanno dato il volto alla campagna di comunicazione, richiede un approfondimento: a pagina 17, al punto 8, viene suggerito, una volta tagliato il traguardo, di bere una Coca Cola per reintegrare gli zuccheri e assumere un’aspirina per ridurre lo stato infiammatorio dell’organismo.
Ora, se è vero che reintegrare liquidi e zuccheri è necessario, farlo attraverso una bibita gassata che contiene additivi e coloranti, non è certo l’ideale. Molto meglio scegliere frutta o verdura fresca: alimenti che, oltre che di zuccheri naturali e acqua “biologica”, sono ricchi di vitamine e antiossidanti. Sostanze in grado di interrompere il processo di danno muscolare eventualmente prodotto dallo sforzo della corsa.
Ben più grave ci sembra il discorso a proposito del secondo consiglio: assumere un farmaco che, come l’aspirina, interferisce con i naturali processi infiammatori non ci sembra corretto, visto che l’infiammazione, in questo caso legata a uno sforzo fisico, va vista come un processo di difesa, volto a ripristinare l'equilibrio dell'organismo.
Prescrivere alla leggera un farmaco, senza un'indicazione medica specifica, non ci sembra corretto. A maggior ragione quando questo messaggio raggiunge un pubblico "popolare" quantitativamente molto elevato (i cosiddetti "cinquantamila"). Non va infatti sottovalutato il danno gastroenterico dei FANS (l'aspirina è un farmaco di questa categoria: antinfiammatorio non steroideo) dovuto alla riduzione della produzione delle prostaglandine che garantiscono l’integrità della mucosa gastrica riducendo la secrezione acida, stimolando la produzione di muco e bicarbonati e favorendo l’irrorazione sanguigna della mucosa stessa. Oltre a questa azione sistemica i FANS sono dotati anche di un'azione lesiva locale, favorendo la penetrazione dell’acido cloridrico nella parete dello stomaco con effetti corrosivi sulla mucosa (da cui l'ulcerazione del tessuto gastrico in caso di uso frequente).
Quindi l’aspirina, oltre a svolgere un’azione antinfiammatoria indesiderata, può provocare come reazioni più comuni nausea, bruciori gastrointestinali, vomito e diarrea. Spesso già frequenti in atleti che abbiano appena completato uno sforzo fisico di alta intensità o durata. Ma gli effetti collaterali dell'aspirina non si fermano qui: anche solo una semplice lettura del foglietto illustrativo ci informa di possibili sintomi come il tinnito (un danno uditivo), la sindrome di Reye (encefalopatia e steatosi epatica nei ragazzi), reazioni allergiche, sanguinamento postoperatorio, angioedema e altre pericolose interazioni con alcol e farmaci di ogni genere (antibiotici, immunosoppressivi, antiepilettici, narcolettici). L'aspirina inoltre inibisce l'assorbimento di vitamina C, il cui prezioso apporto antiossidante sarebbe invece prezioso alla fine di ogni competizione.
In conclusione riteniamo che, sebbene l’opuscolo non abbia veste di pubblicazione scientifica, il danno che può provocare la diffusione tra la popolazione di scorretti consigli di comportamento non vada mai sottovalutato.
In questo caso, un pochino di prudenza in più non avrebbe guastato.
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