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A chi non è capitato? Alla fine dell'onesta tapasciata domenicale, ma anche a volte in competizioni di rango, riceviamo come pacco di partecipazione alcuni alimenti che niente hanno a che vedere con la salute ed una corretta alimentazione. Tipicamente: un pacco di pasta "bianca", due merendine zeppe di zuccheri e grassi vegetali, una bibita industriale che è un vero tripudio di zuccheri ad immenso indice glicemico. Abbiamo più volte evidenziato come questi cibi siano in basso nella scala qualitativa dei prodotti in commercio ("Quel mal di zucchero", "Quella tazzina zuccherata nuoce ai vasi" , "Chi pesca dal bidone manda in tilt il proprio DNA", "DietaGIFT: quali cibi in tavola?"). Praticamente l'equivalente di un pugno al pancreas ed una vincita milionaria per i nostri adipociti.
Scusate le battute, ma è veramente un'ironia che dopo uno sforzo muscolare ed aerobico, compiuto per amore del movimento fisico, del miglioramento della propria prestazione e magari anche con l'obiettivo di conquistare/mantenere una buona forma fisica, si ottenga come simbolo di tale partecipazione un'accozzaglia di alimenti che sono stati impoveriti delle componenti migliori e sono rappresentanti di un'alimentazione decisamente "povera". Forse, solo in questa ottica di basso profilo può nascondersi la scelta di offrirli allo stanco atleta.
Sia chiaro, sappiamo bene che l'organizzazione deve sostenere oneri burocratici di vario tipo, provvedere alla mobilitazione di forze pubbliche e schiere di gentili volontari (mai abbastanza ringraziati!), ai ristori idrici sul percorso e a fine gara, ambulanze, striscioni, pettorali e via dicendo. Insomma, dietro ogni gara c'è un investimento di tempo, passione, contatti e di contanti. Nessuno stupore, quindi, che, se pago 3 euro per la mia partecipazione, non ci saranno grandi margini per allestire un ricco pacco-gara. Ma tale pacco può essere reso grande e piacevole da scelte oculate di organizzatori più evoluti.
Allora, se c'è una piccola somma di denaro per lasciarmi un regalino a fine gara, per favore, mettetemi solo una piccola cosa, ma che sia buona per me, che ho sostenuto lo sforzo, buona per i miei muscoli (di atleta o tapascione) e buona per le mie arterie, per il pancreas e compagnia bella! Magari solo un pacco di pasta, ma che sia integrale, che contenga pià proteine, ferro e fibra di quella bianca e raffinata!
Anche passando a competizioni di più alto livello, dove la quota d'iscrizione è più ragguardevole, si pone lo stesso il dilemma di offrire un pacco-gara all'altezza. In questi pacchi generalmente si può arrivare al capo tecnico (sempre ben accetto), agli integratori salini o, scelta ricorrente per la Maratona di New York, una sconcertante fornitura di medicinali!
Dove il margine può essere più elevato, ho ancora più ragione a chiedere un pacco migliore. Per fortuna una nuova schiera di organizzatori evoluti stanno lavorando su questo aspetto, che può essere certamente un dettaglio a margine della partecipazione alla gara, ma rappresenta la sensibilità del mondo sportivo alla salute stessa dell'atleta. Ci sono quindi eventi che sono stati pensati per offrire, anche a fine gara, uno spunto di crescita su argomenti legati al benessere ed alla forma fisica. In alcune manifestazioni anche di buon livello in Italia ed all'estero è stato scelto di inserire "Guida pratica alla DietaGIFT" nel pacco gara riservato agli iscritti, magari eliminando gadget di alto impatto visivo ma minor valore.
Così ad esempio è successo che la EIS Marathon Tour, ormai da qualche anno, abbia inserito il nostro libro nel proprio pacco-gara riservato agli iscritti alla Maratona di Berlino e di New York. Lo stesso hanno fatto in Italia gli organizzatori della Maratona di Lucca, della MezzaMaratona e della Gara a tappe di Imperia. Anche la Maratona di Pisa ha promosso più volte l'attenzione alimentare nella sua Expo, anche ospitando gli interventi tecnici di Luca Speciani.
Insomma, che lo sport si occupi di alimentazione ci sembra un bellissimo passo avanti, così come il mondo della dietologia deve guardare in maniera seria ed attenta alla pratica sportiva. Buon cibo e buon movimento costituiscono i due binari privilegiati che possono condurci insieme verso una salute migliore. Che gli organizzatori capiscano quanto questo sia importante per gli sceglie la loro gara è davvero un passo notevole di civiltà.
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