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Mente e corpo sono strettamente correlati: una comprensione profonda dei motivi che suggeriscono l'adozione di un determinato comportamento o stile di vita consente il mantenimento delle nuove abitudini più a lungo e con maggiore soddisfazione. Questo il succo di alcuni lavori di ricerca svolti da Williams et al. nel 1996 e nel 1998 su Health Psychology, che affermano come il senso di autoefficacia, l'autodeterminazione e il senso di controllo interno siano alla base dell'aderenza di atleti, pazienti, studenti a programmi di allenamento, di cura o di formazione. L'autoefficacia e gli altri parametri sono esaltati quando la comprensione delle motivazioni profonde delle prescrizioni ricevute è stata reale, ovvero quando l'allenatore, il terapeuta, il docente, abbiano effettivamente trasmesso, e fatto comprendere, i perché del cambio di comportamento richiesto.
Molte volte, alla fine di una visita su un paziente sovrappeso, il medico distrattamente ricorda che "sarebbe anche opportuno fare del movimento...". Raccomandazioni di questo genere lasciano il tempo che trovano, e non vengono mai seguite, o se lo sono durano ben poco tempo. Molto diversa è invece la prescrizione di un preciso piano di lavoro che segua una discussione approfondita sui perché della richiesta. Non tutti i pazienti hanno ovviamente la medesima capacità di comprensione, ma il buon terapeuta sa che c'è un livello adatto per tutti e saprà adattare il suo linguaggio alle capacità di ascolto di chi ha davanti a sé.
Oggi il paziente è molto più preparato di un tempo. Fare capire perché, per esempio, la resistenza insulinica si riduce con il movimento, o ancora perché il ritorno venoso aumenta con la corsa, migliorando sia la situazione del comparto circolatorio degli arti inferiori, sia facilitando il lavoro del cuore, e riducendo lo stato di ipercoagulabilità del sangue, non è così difficile se si dispone di un tempo congruo per il colloquio. In questo caso, spiegare e fare comprendere significa garantirsi (come i lavori di Williams dimostrano) un alto numero di pazienti soddisfatti e una notevole aderenza ai propri programmi curativi o rieducativi. Smettere di fumare, di bere, di fare vita sedentaria, o di mangiare dolci a tutte le ore è più facile se la mente partecipa, con senso di autoefficacia, al progetto.
Difficile ottenere dei risultati se il colloquio paziente-terapeuta si limita a pochi minuti di scambio verbale, e alla compilazione di una ricetta o al rinvio allo specialista. Quando qualcuno con un camice bianco o una divisa da trainer ci dirà di fare qualcosa per la nostra salute o la nostra forma, valutiamo il tempo che dedica al nostro problema, l'impegno che ci mette, la capacità di spiegarcene i motivi reali. Se non avremo imparato qualcosa di più sul trattamento proposto, forse avremo imparato qualcosa sul nostro medico...
Luca Speciani
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