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Sto seguendo in tv la Maratona di Roma: il coloratissimo serpentone dei partecipanti prende il via sotto un cielo plumbeo ed i temi della bella diretta (finalmente una gara interamente trasmessa!) sembrano quelli consueti: la sfida tra kenioti ed etiopi, la prova di Andriani in cerca di un buon tempo che lo proietti alle prossime Olimpiadi in Cina, la corsa femminile sempre interessante.
Ad un tratto, giunge la folgorazione tecnica inaspettata: dai microfoni RAI un esperto, psicologo dello sport, annuncia che, avendo cause essenzialmente psicologiche, il fatidico problema del km 30 può essere superato con un incoraggiamento convinto. A questo scopo, proprio a partire da quella distanza sono stati piazzati strategicamente degli striscioni (scritti in italiano, ovviamente) per spronare i nostri atleti a non mollare, a mettercela tutta. Per un istante mi è sembrato di risentire le chiacchiere psicologiche "da lettino" degli anni '70. Qualcuno, e non da ieri, è già andato un po' oltre, su basi decisamente più scientifiche.
Nel 2002, in "Mente e maratona" scritto da me e Pietro Trabucchi (psicologo delle Nazionali Italiane di sci da fondo e di triathlon) è stato evidenziato come le basi della crisi psicologica in maratona siano eminentemente biochimico-energetiche e come vi sia una sostanziale unità tra i due fenomeni. Il punto cruciale riguarda in particolar modo la corretta gestione del consumo di zuccheri e grassi durante tutto il percorso di gara. Sulla base di lavori scientifici recenti (ad esempio Kravitz et al. Idea Health and Fitness Source, 2002 ma anche l'imponente lavoro bibliografico di McArdle, Katch e Katch)è stato anche identificato il corretto punto di equilibrio in un mix che preveda almeno un 30% di grassi in aggiunta al consumo di zuccheri (vedi anche il più recente "L'ultramaratona").
Abbiamo individuato degli allenamenti specifici per lavorare adeguatamente su tutti i punti chiave: il consumo dei grassi (sezione LIP), l'ansia pre-gara responsabile a volte di indurre una iperproduzione di ormoni dello stress (sezione ANS), la sensibilità al ritmo gara (sezione SGR). E' anche importantissimo lavorare sulla fluidità del movimento di corsa (sezione FLU) e sul superamento delle crisi metaboliche (sezione CRI).
Qualunque striscione di amici e parenti sarà certamente il benvenuto e chiunque abbia partecipato a maratone calorose come New York e Berlino sa bene di cosa parlo! Lo stimolo di voci che ti incitano e ti incoraggiano sono un caldo abbraccio e ti portano a fare metri preziosi quasi volando. Ma prima è molto meglio arrivare preparati adeguatamente sul piano fisico e fisiologico, con la corretta alimentazione, il giusto allenamento muscolare ed aerobico ed il giusto obiettivo di tempo gara.
Grazie a questi elementi di seria preparazione taglieremo serenamente il traguardo e potremo goderci l'incitamento scritto per noi. In caso contrario quegli striscioni rischieremo di non vederli nemmeno!
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