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domanda della nostra amica Vittoria del 6/2/2003
Per quanto mi concerne, sono da tanti anni un appassionata di gare di fondo sia con gli sci di fondo all' inizio, di gare di montagna e da 3-4 anni
anche di gare su strada, in particolare maratone.
Egregio Signor Speciani, dapprima, voglio dirle che ho letto il suo libro "Lo Zen e l'Arte della Corsa" con grande interesse. Tutti i miei complimenti di aver scritto quello che non si legge in nessun altro libro, una sorta di controcorrente. Talvolta mi ha confortata in certi miei pensieri che applicavo già lo zen senza saperlo... Per quanto mi concerne, sono da tanti anni un appassionata di gare di fondo sia con gli sci di fondo all' inizio, di gare di montagna e da 3-4 anni anche di gare su strada, in particolare maratone. Ho 41 anni. Il primato sulla maratona è di 3 ore 35. Ho anche terminato solo per la soddisfazione gare più lunghe come l'Ultramarathona Swiss Alpine a Davos (78 km).
Se mi decido a scriverle quest'oggi è dopo la mia visita annuale di ieri al medico sportivo. Abbiamo infatti discusso della tecnica di gara (passi). Nel suo libro ho particolarmente amato l'idea di guadagnare alcuni centimetri ad ogni passo, senza naturalmente aumentare lo sforzo.
Come ho potuto vederlo ieri sul video, sembra che abbia recentemente sviluppato un stile di gara molto inefficace perchè dò un impulso che mi fa saltare in alto (più che in avanti); questo non è bene, lo capisco benissimo.
Però il medico mi ha ripetuto quello che avevo già sentito così spesso, che la tecnica di gara del maratoneta è un passo corte e veloce, e non dovrei cercare di allungare ... Ha anche aggiunto che "si ci sono delle persone che svilupano un stile particolare, ma sono molto rare". Mi pare che in tante cose ho il mio modo di risolvere i problemi che non è abituale, e che ci riesco. Mi pare che un passo più lento ma più efficace dovrebbe meglio convenire alla mia personalità.
Se possibile, le sarei molto riconoscente di darmi il suo punto di vista. Le auguro molte bellissime gare e successo. Con saluti sportivi.
Vittoria PS: mi scuso per la mia redazione in italiano forse un po' arcaica, ma non è la mia lingua materna...
Risponde Luca Speciani
Ciao Vittoria! Grazie per la tua lettera in italiano, che credo e spero di avere ben compreso.
La corsa del maratoneta deve essere il più possibile economica. Questo significa che il modo di correre non deve provocare dispersioni di energia, come quelle che avvengono quando si corre "saltando", oppure in modo scoordinato, o ancora come i velocisti, con le ginocchia alte. Una corsa economica è fatta di passi corti e frequenti, appoggiando bene il tallone e facendo rullare il piede fino alla punta, ma soprattutto CORRENDO IN MODO ISTINTIVO, SCIOLTO E DECONTRATTO. In questo modo le rigidità che ci fanno sprecare tanta energia, vengono eliminate, e la corsa diventa più fluida. Non è quindi così importante la lunghezza del passo: il modo giusto è quello che ti viene istintivo, e quello in cui riesci a correre davvero sciolta e senza rigidità. Spero di averti risposto. Se non fosse così, riscrivimi pure. Grazie per i complimenti al libro e buone corse!
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