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Serve davvero allenarsi tutti i giorni? PDF Stampa E-mail
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Luca Speciani   

Luca,
innanzitutto vorrei complimentarmi con te per il tuo nuovo ruolo di coordinatore editoriale di “Correre”. Devo dire che, già dal numero di gennaio, mi pare che siate riusciti a dare alla rivista un po' più di "ordine" e che sia più facile districarsi tra i vari articoli e reportage (a me non dispiacerebbe nemmeno un indice dei reportage delle varie gare, così da poterli trovare più facilmente). Ma sono appena tornato da tre settimane di vacanza in Asia e non ho avuto modo di leggerla bene.

Vorrei chiederti un parere. Ho visto che, in genere, nelle riviste ed in particolare in questo numero di Correre con l'articolo di Pizzolato, quando si riportano tabelle per runner con ambizione di tempo in maratona sotto le tre ore, i giorni di allenamento settimanale sono sette, o nella migliore delle ipotesi sei. Sicuramente varia da individuo ad individuo ma vorrei capire un po' meglio il principio generale. Tanto per darti un'idea vaga del mio "livello", all'ultima maratona di NY, allenandomi quattro giorni alla settimana il mio crono è stato di 3h02'57" (gli ultimi 6 km ero un cadavere a dispetto di tutti i miei tentativi di restare tranquillo in gara e dei miei lunghi fatti in precedenza). Il chilometraggio settimanale massimo è stato di circa 90 km; in media, negli ultimi tre mesi, circa 70.

Lo scorso inverno ho provato a correre fino a sei volte alla settimana, aumentando il chilometraggio ed ero sempre stanchissimo ed alla maratona di Piacenza ero messo così male che mi sono dovuto ritirare.

Rispetto alle mie attuali quattro uscite settimanali, pensi sia meglio mantenere più o meno il chilometraggio (magari aumentarlo leggermente) aumentando però il numero di allenamenti (es. sei alla settimana)?

Mi rendo conto che dipenda molto dal tipo di allenamenti svolti, dall'intensità, dai recuperi, ecc. Vorrei solo, se possibile, avere le idee un po' più chiare sui principi generali. Il fatto che Pizzolato scriva che, volendo invece di correre tutti i giorni si può riposare un giorno mi ha lasciato un po' perplesso. Sai, per uno che si allena solo quattro volte..

Ti ringrazio per la pazienza.
Ciao, Stefano


Risponde Luca Speciani

Caro Stefano,
grazie per i complimenti per il numero di Gennaio: è bello vedere che i propri sforzi vengono notati e apprezzati.

L'indice delle cronache delle gare si trova nella “copertina” del “tuttocorsa”, così come vi sono indici anche all'inizio della sezione “Benessere”, della sezione “Allenamento” e della sezione “Reportage”.

Le tabelle stampate, come ben sai, sono uno sforzo per rendere generale qualcosa che è sempre individuale. Nelle mie tabelle quasi sempre segno solo i lavori chiave da svolgere, che di solito sono 3, talvolta due per chi ha poca "esperienza" alle spalle. Chiedo di svolgere con cura solo quelli. Gli altri allenamenti sono optional: raccomando di farne almeno un altro o altri due di corsa lenta e sciolta (cioè 3-5 allenamenti settimanali minimo per chi abbia ambizioni cronometriche), e tuttavia seguo atleti che con soli 3 lavori settimanali (quindi con 45-50 km al massimo) riescono a interpretare alla grande una maratona. Ed in effetti è ciò che è successo a te.
In pratica occorre trovare un equilibrio tra la capacità di caricarsi di lavoro, e la capacità di recuperare adeguatamente per poter inserire un nuovo carico. Io lascio questa valutazione al singolo atleta (posto che ne abbia esperienza sufficiente). In tal modo si evita di andare in superallenamento, e si può crescere gradualmente con i carichi qualitativi. Da tempo ho smesso di considerare il carico in km settimanale come un elemento di crescita. E i fatti, sugli atleti che seguo, mi danno pienamente ragione.
Un top runner non potrà certo correre 50 km settimanali per preparare una maratona. E nemmeno la maggior parte degli amatori, che dovranno correrne almeno 75-80 se vogliono un minimo di qualità in gara. Tuttavia vi sono alcuni che per svariati motivi (sia extralavorativi, che magari di lentezza di recupero) hanno bisogno di maggiori tempi di riposo. Anche con questi sono riuscito a raggiungere risultati di eccellenza, e questo è ciò che mi sento di augurare a te.
Ciao e a presto!
Luca

 
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