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Aminoacidi e corsa: un lettore d'eccezione pone il quesito PDF Stampa E-mail
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Luca Speciani   
Da un campione italiano di ultramaratona due interessanti argomenti: aminoacidi e malesseri in gara Da un campione italiano di ultramaratona due interessanti argomenti: aminoacidi e malesseri in gara.

Ciao, sono “quello” che ti ha disturbato ieri mentre ti gustavi il piatto di pasta all'arrivo del Trasimeno chiedendoti il biglietto da visita.

Mi presento meglio. Mi chiamo Mario Pirotta, sono un appassionato ultramaratoneta, nel 2006 ho vinto il campionato italiano di 24 ore su strada e su pista, ho 50 anni e mi diverto a correre.

Ho seguito sabato il tuo convegno e ho letto il tuo libro, ma ho alcuni dubbi che ti chiedo, se puoi, di fugarmi. Vorrei sapere da te cosa nei pensi, durante una 24 ore o anche gare più brevi, dell'assunzione di aminoacidi.

Seconda domanda. Mi è capitato durante le ultime due 24 ore di avere grossi problemi di stomaco che mi hanno provocato fastidiosi conati di vomito, tanto da dover concludere le ultime ore 5/6 senza poter mangiare e bere.

Può influire il fatto che sono abituato a non mangiare e quindi mi sono trovato “pieno” di liquidi o è la conseguenza di uno sforzo prolungato?

Ti ringrazio per la cortese attenzione e ci vedremo, se sarai presente, venerdì alla presentazione della 24 ore di Ciserano.
A presto
Mario


 Risponde Luca Speciani

Ciao Mario, grazie per le parole gentili e complimenti per l'ottima prestazione sul Trasimeno. Io 45enne so cosa significhi dal punto di vista muscolare-metabolico ogni anno che passa e dunque ogni volta che vedo un over 50 che mi arriva davanti.. tolgo il cappello! :-)
 
Provo a rispondere sinteticamente ai tuoi quesiti:
1) Aminoacidi. Durante la gara il nostro organismo ha bisogno solo di zuccheri, e di zuccheri altamente digeribili. Grassi e proteine ne abbiamo in quantità: i primi in quantità enorme, le seconde depositate nei muscoli, dove faremmo meglio a lasciarle (e infatti non vengono quasi utilizzate se la tattica di gara eè corretta). Quando siamo in grave carenza di zuccheri (problema che - ripeto - nasce SOLO da una scorretta tattica di gara) il corpo usa ciò che trova, dunque anche eventuali aminoacidi ingeriti qualche mezz'ora prima. Ma li trasforma in zuccheri con un costo energetico che ne riduce di molto l'efficacia. Se al loro posto trovasse degli zuccheri già pronti, avrebbe molti meno problemi e ne trarrebbe maggior vantaggio. Ecco dunque che rispetto al nulla, chi assume aminoacidi in gara trova un leggero beneficio, ma rispetto all'assunzione di zuccheri ha solo da perdere! Tutto il resto è "poesia"..
 
2) I problemi di stomaco non sono dovuti allo sforzo prolungato, ma all'affaticamento dell'apparato digerente durante lo sforzo prolungato. Mangiare cibi solidi che richiedono una lunga digestione (barrette, aminoacidi, pastasciutta, cibi contenenti grassi) in una situazione di alte o altissime catecolamine da sforzo, non può lasciarti indifferente. L'uomo primitivo, per fuggire dalla "tigre dai denti a sciabola" di cui abbiamo parlato al convegno, doveva avere la pancia libera. E il sistema più rapido per ottenere questo era rigettare. Il Mario del terzo millennio ha gli stessi geni di quell'uomo paleolitico e si difende allo stesso modo. Se l'adrenalina è alta (e ciò è inevitabile dopo 20 ore di sforzo) la pancia deve essere vuota. Se tu la riempi, lui la svuota, in un  modo o nell'altro.
Per migliorare le cose ci sono due vie: rallentare e calmarsi, così da consentire un procedere digestivo più adeguato, o (molto meglio) evitare qualunque cibo solido contenente grassi o proteine durante la gara, limitandosi a soluzioni zuccherine o a frutta fresca e acquosa.
 
A Ciserano sarò presente sia alla presentazione che alla 6 ore. Ti guarderò passare nella 24 con bonaria invidia... :-)

Luca

 
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