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Ciao Luca, ho appena letto letto sul tuo sito l’articolo "Allenarsi con il caldo: come non uscirne “scottati”" e mi è subito venuto in mente l’enorme fatica che ho fatto a Rotterdam il 15 Aprile per finire la Maratona in 3h e 12m con circa 30 gradi e partenza alle 11 della mattina (perché di solito alle 9.00 era troppo freddo ….) Pensa che l’organizzazione ha sospeso la gara dopo le 3h e 30m perché non riusciva a soccorrere tutte le persone che avevano avuto problemi in corsa …La cosa mi ha fatto molto pensare anche perché dopo New York mi ero allenato per provare ancora ad abbattere il muro delle 3 ore. Mi sto chiedendo quindi quanto può aver inciso il caldo sulla mia prestazione e quanto invece l’allenamento (mi sembrava di essere abbastanza pronto). Ci sono studi che hanno affrontato questo problema ? Chiaramente non è un problema esistenziale ma sono molto curioso … Grazie, Maurizio p.s. Ti sei già iscritto ai Mondiali di Riccione ? Io ci sto pensando, mi frena molto il fatto che la Maratona ci sia il 15 Settembre …
Risponde Luca Speciani
Ciao Maurizio, io credo che il grosso problema legato al caldo non sia tanto il caldo in valore assoluto, quanto il caldo a cui non siamo abituati. Non si capirebbe infatti il motivo per cui a Rotterdam o a Padova vi siano stati così tanti ritiri e così tante crisi con temperature che tutto sommato a Maggio e a Giugno si trovano comunemente. Il corpo deve gradualmente abituarsi a rimuovere il calore prodotto con la corsa, che è fattore limitante rispetto alla capacità di esprimere forza muscolare (e infatti distingue noi, corridori di lunga durata, dagli altri primati corridori "veloci e brevi" dotati di scarse o nulle ghiandole sudoripare!).E il modo per adattare i nostri sistemi interni è quello di correre al caldo spesso e volentieri. Cosa che - in condizioni di caldo "appena scoppiato" - non ci è stata possibile. Ancor di più se siamo abituati a correre in palestra, in ambienti condizionati, o sempre nelle ore più fresche, la sera ecc. Quando affrontiamo il solleone delle 11.30 del mattino, dopo due ore e mezzo di gara, il corpo non ce la fa. Mettici in aggiunta qualche optional come l'umidità (che riduce la possibilità di traspirazione) la rinuncia a bere ai ristori (follia!) o peggio l'assunzione ai ristori di liquidi ipertonici (gatorade ecc.) o addirittura di cibi solidi (!!!!), un abbigliamento men che adatto (scuro, non traspirante..) e hai fatto bingo. Correre nel caldo è una "scienza", e non è un caso che a Padova, per esempio, io abbia avuto amici che hanno chiuso intorno al proprio personale (farlo, in realtà, non l'ha fatto nessuno..) e altri amici che - ignorando queste raccomandazioni - hanno fatto fino a DUE ORE più del loro primato (uno per tutti: da 3h04' a 4h50'....). Parte del problema si risolve da solo con la nostra abitudine ad allenarci con temperature sempre più calde, il resto spetta a noi e alla nostra esperienza. Ciao e a presto Luca |