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Ed. Tecniche Nuove (febbraio 2008), € 19,90
 
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Quanto è attivo il tuo metabolismo? PDF Stampa E-mail
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Redazione Corsa, Mente e Corpo   
Un piccolo esame per grandi risposteLa piena attivazione metabolica è il vero segnale della nostra efficienza fisica e, di conseguenza, della pienezza dei consumi energetici. Un metabolismo poco attivo è del tutto inefficiente nella riduzione degli accumuli adiposi

In accordo con le più recenti acquisizioni scientifiche al riguardo, l'impostazione dietaGIFT individua nella piena attivazione metabolica il vero segnale della nostra efficienza fisica e, di conseguenza, della pienezza dei consumi energetici. Si tratta di una vera e propria rivoluzione nell'approccio: ciò che ci fa dimagrire o ingrassare in modo squilibrato non è il bilancio calorico attivo/passivo (o almeno non solo quello) ma il segnale metabolico di maggiore o minore consumo proveniente dai nostri centri regolatori cerebrali ed in particolare dall'ipotalamo. 

Sull'argomento è possibile leggere una trattazione più approfondita nell'articolo "Il metabolismo, questo sconosciuto".

Questione di cilindrata
Avere un motore in grado di girare e consumare a pieni giri è garanzia che ogni funzione organica sia pienamente innescata, dall'attività di assimilazione nutrienti all'azione degli organi emuntori, dal consumo energetico alle difese immunitarie.

Tale piena vitalità metabolica può però essere intaccata da vari nemici: una situazione transitoria di problemi di salute, l'assunzione sconsiderata di farmaci, un prolungato periodo di inattività, una sequela continuata di diete scorrette a stretto controllo calorico, con basse quantità di proteine e/o colazioni troppo povere.

Tutte queste situazioni sono interpretate dal nostro organismo come situazioni potenzialmente pericolose per la sopravvivenza, a cui rispondere con un'azione di difesa tesa a proteggere il più possibile le scorte energetiche: un abbassamento progressivo dei consumi ed una smobilitazione progressiva delle funzionalità non strettamente indispensabili. Con un disastroso effetto-domino si innesca la catena dei rallentamenti e del calo di funzionalità d'organo e di sistema (ricordiamoci che l'uomo, dal punto di vista evolutivo, è un animale adattato alla "resistenza alla carestia"):

  • minor efficienza delle attività antitossiche ed emuntorie di fegato e reni
  • riduzione progressiva della massa muscolare, grande cosumatrice di energia
  • difese immunitarie ridotte in efficienza
  • consumi energetici basali ridotti
  • minor efficienza psico-fisica complessiva 

L'effetto?
Nell'immediato di sicuro un aspetto "spento", per niente esuberante, che diviene progressivamente "svuotato" e molle, senza alcuna possibilità di mobilizzazione del grasso eventualmente esistente.  
A lungo termine si hanno poi gli effetti più pericolosi: con le difese abbassate siamo esposti a mille attacchi dall'esterno e dall'interno e tutto diviene più difficile, dalla digestione all'allenamento sportivo.

Esiste una maniera per rendersi conto che stiamo dando al nostro organismo tutti gli stimoli ed i nutrienti che gli occorrono?

Il segnale a doppia lettura: sufficiente alimentazione ed adeguata attività fisica
I nostri fabbisogni (costi metabolici di base, energie necessarie per il lavoro, la vita sociale e l'attività fisica) sono adeguatamente coperti dalle entrate?
E il movimento fisico fa parte delle nostre abitudini in maniera sufficiente da segnalare al nostro organismo che siamo "attivi", in movimento, in azione e quindi possiamo, e dobbiamo, spendere le nostre risorse energetiche?   

In alcuni casi la risposta è evidente: sensazioni di stanchezza, atonìa generale ed ingrassamenti progressivi ed inesorabili anche con un certo regime di controllo alimentare sono chiari segnali che l'armonia tra metabolismo e consumi è intaccata. Ma se fosse possibile anche misurare tale rallentamento sarebbe, oltre che una valida conferma, anche un modo per capire l'entità di tale abbassamento funzionale.


La scienza ci viene in aiuto con uno strumento portatile di ottima precisione e semplicità d'uso. Si tratta di un sistema per il controllo della calorimetria indiretta: tramite la rilevazione del consumo di ossigeno a riposo è in grado di misurare il dispendio energetico per unità di tempo e quindi di dare una stima del metabolismo basale.

Nello studio SMA utilizziamo per tale controllo lo strumento portatile "Fitmate" che ci consente di misurare, dopo aver impostato le caratteristiche individuali necessarie:

  1. il metabolismo basale di un individuo  
  2. il metabolismo effettivo successivo a specifiche attività (digestione, attività sportiva, ecc.) con idonei correttivi
  3. il numero di kcal/minuto consumate
  4. il volume di ossigeno consumato nell'unità di tempo
  5. la differenza tra ossigeno inalato ed espirato
  6. il numero di atti respiratori/minuto
  7. il numero di battiti cardiaci/minuto
  8. il volume respiratorio complessivo per minuto 

L'insieme di questi dati ci fornisce un quadro completo della risposta metabolica dell'individuo: la quantità di ossigeno effettivamente consumata nell'unità di tempo è infatti un indicatore molto preciso - in costanza di carburante organico utilizzato - della quantità di calorie bruciata.

Il valore così ottenuto viene confrontato con il valore di metabolismo basale atteso, sulla base delle note formule di Harris-Benedict. Se ci si discosta in modo rilevante da quei valori significa che il nostro metabolismo sta funzionando in maniera ridotta e che è necessario ripristinarne la piena efficienza, attraverso una corretta applicazione dei principi di dietaGIFT. 

Tale preziosa misurazione quindi può essere svolta presso lo studio SMA, richiede circa mezz'ora e può essere inserita all'interno di un incontro con Luca Speciani, telefonando allo 02 48008454.

Per centri specializzati che volessero dotarsi di questo strumento, compatto e di semplice utilizzo, consigliamo di scrivere in tal senso a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 
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