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Libri e Pubblicazioni

Lo Zen e l'arte di far muovere i nostri figli
Ed. Tecniche Nuove (febbraio 2008), € 19,90
 
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Tecnica di corsa: punta o tallone? PDF Stampa E-mail
(1 voto)
Luca Speciani   
la nostra amica Oriana ci chiede un parere tecnico Caro Luca, mi chiamo Oriana, ho 38 anni, sono alta 1.65 e peso 55 kg. Sono anche mamma di 2 bambini di 3 e 7 anni. Non ho mai praticato uno sport a livello agonistico, però ho sempre cercato di fare qualcosa (jogging, sci, bicicletta).

Caro Luca,
mi chiamo Oriana, ho 38 anni, sono alta 1.65 e peso 55 kg. Sono anche mamma di 2 bambini di 3 e 7 anni.
Non ho mai praticato uno sport a livello agonistico, però ho sempre cercato di fare qualcosa (jogging, sci, bicicletta).
Quest'estate, a giugno, ho iniziato ad apprezzare la corsa.
Prima mi limitavo a correre per circa 5 km (30 minuti), poi ho scoperto il sito "di corsa" ed ho cominciato a seguire un allenamento 3 volte alla settimana (lunedì e venerdì 1 ora di lungo = 10 km e mercoledì 40 minuti di medio = 7 km) ho azzardato anche un fartlek ma con scarsi risultati.
Adesso vengo alla domanda: il mio modo di correre è piuttosto pesante, appoggio prima il tallone e poi il resto del piede e mio marito dice che secondo lui è sbagliato perchè alleggerirei molto lo stile se appoggiassi il peso sulle punte.
Qual è il modo giusto?
Il mio allenamento può andare?
Grazie.
Oriana


 Risponde Luca Speciani

Cara Oriana,
c'è un modo di correre tipico dei velocisti e dei mezzofondisti, che devono esprimere il massimo della potenza in pochi secondi o in poche decine di minuti. Per loro (in passato sono stato un buon mezzofondista) è indispensabile un'azione di corsa tutta sulle punte, che ignora quasi l'uso del tallone.
Questa è la corsa più agile e veloce che si possa avere (petto inclinato in avanti, ginocchia che si alzano per bene, grande forza nelle caviglie).
Questa corsa è tuttavia molto dispendiosa, e non è consigliabile per un maratoneta o mezzomaratoneta. Per questi ultimi (ed io oggi mi sento tale) è necessario correre risparmiando energie, ed ammortizzando convenientemente gli shock dell'appoggio (ancor di più se si è sovrappeso). E' quindi necessario eseguire la rullata completa dal tallone alla punta, sfruttando tutta la spinta che può nascere da questo movimento. Le ginocchia non si alzeranno troppo, e il corpo ridurrà le sue oscillazioni alto-basso.
Questo è il tipo di corsa migliore che può avere un maratoneta, che deve renderla poi in un certo senso "automatica" con gli allenamenti.
Questo non toglie, naturalmente, che in certi allenamenti di ripetute veloci, o in gare brevi (5.000 ecc.) ci si debba "ricordare" l'utilizzo di una dinamica un po' più spinta, e quindi un po' più "sulle punte".
Ciao e a presto
Luca

 
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