| Eurosalus | DietaGIFT | Sapori Eurosalus | Luigi Oreste Speciani | Forum | YouTube |
| Home :: Notizie :: Calendario 2008 :: Viaggi Maratona :: Libri :: Rassegna stampa :: Lettere :: Contatti |
 

 

Libri e Pubblicazioni

Lo Zen e l'arte di far muovere i nostri figli
Ed. Tecniche Nuove (febbraio 2008), € 19,90
 
I libri di Luca Speciani
Cliccando sui singoli libri potrete leggerne le recensioni
 

Scarpe e materiale tecnico

Scarpe
Integratori
Bilance
Fitness e cardio

Video di sport

videometabolismobasale.jpg videofattorelimitante.jpg VideoAdrenalineTecnicaCorsa.jpg VideoalimPreGara.jpg

Video di alimentazione

videofruttaverdura.jpgvideocibiintegrali.jpgvideocibospazzatura.jpgvideocolazionericca.jpg VideoGiftella.jpg

La psicoterapeuta racconta: capire l'infortunio PDF Stampa E-mail
(0 voti)
di Silvana Leali   
Quell'insostenibile imperfezione chiamata corsa: fermarsi a un infortunio........

Premessa: capita, può capitare, succede, quella lieve contrattura, quel lieve dolore, che, sommerso, arriva piano piano oppure forte, fulmineo, esterno a noi. E' l'infortunio, una malattia per cui noi, amatori della corsa, neofiti  oppure over- trentennali, runners, tapascioni, principianti, ci fermiamo.
Esiste una democrazia  della corsa, democrazia senza divisioni di classe, tra atleti e principianti: la fermata

La fermata
La fermata  è un fenomeno comune per chi fa del movimento, ma, giocando con le parole.... la fermata non è un fermo, e non significa restare infermo, ma  uno stato di quiete naturale, vissuto da ciascuno di noi in modo diverso.
Alcuni si arrabbiano e si deprimono, altri indossano la maschera dello stoico, diventano dei rinunciatari. I golosi si consolano nel piacere del cibo, e gli isterici mettono alla prova il loro prossimo…….
Gli studiosi del comportamento umano direbbero che esistono diversi stili cognitivi nell'affrontare il trauma della corsa. Ma come è possibile che la corsa, quell'insostenibile stato di leggerezza e di sana fatica, possa trasformarsi in un trauma?

Corsa come trauma o corsa... come soggetto?
Come la passione del desiderio, la passione del bene o del male, la corsa  è una passione.
Una  passione speciale, che oscilla tra l’assoluto e l’imperfezione.
Rimaner fermi, settimane o mesi, dopo impegnativi allenamenti, è un trauma.
Il corpo non risponde, è muto e dolente. Il movimento procura dolore. Oppure il dolore si  annida  in  un piccolo punto, cosi forte da abbassare ogni soglia di tolleranza.
Esistono diversi modelli clinici che spiegano la neurofisiologia del dolore e l'esperienza del trauma, ma ciò che segna e rende soggettivo l'incontro con l'infortunio non è l'intensità o la frequenza dei sintomi, ma il significato  che viene attribuito all’incidente di percorso.
Ogni persona è un soggetto diverso, con una storia e singolarità particolare.
Il soggetto, fin da bambino, è immerso nel linguaggio ( Lacan ) è con il linguaggio che dovrà fare i conti.
Per chi non pratica la corsa, la corsa è pericolosa .
" alla tua età non sei un fiorellino "    " lo sai che le ginocchia non tengono, te lo dicevo"

L'esperto
Sentire l'esperto è un grande sostegno, perché la scienza smentisce i pregiudizi sulla corsa. A volte, però, l'esperto non riesce a contenere le ansie per cui si assiste al fenomeno del pellegrinaggio... da un sapere a un altro sapere, per comprendere la genesi e la  meccanica dell’infortunio.

Che  fare ?
Sì, ricordo i giorni del mio incidente. Sono stata investita, in bicicletta, da una macchina su una pista ciclabile. Avevo corso, in estate, quasi ogni giorno e  mi trovavo in ospedale, con tre compagne novantenni, che alla notte non dormivano e raccontavano la loro vita fatta di guerra, figli, lavoro.
Quelle donne, sulle montagne, ai tempi della guerra e nelle fabbriche bombardate, si erano allenate alla fatica, avevano camminato e lavorato . Non si erano arrese ai  lamenti perché avevano un cuore capace di reggere i  crolli della guerra e della miseria.
Il loro cuore batteva ancora in quei giorni di ospedale e segnava la scansione dei loro racconti. Racconti di vita, continui o spezzati, imperfetti e mancanti, in movimento. 
Ascoltandole, ho capito, dopo l’incidente, che nella vita le cose importanti non sono le cose che facciamo, ma le persone.
Sapere tante cose, non sempre aiuta…. Il desiderio di conoscenza non va confuso con la ricerca bulimica di fare e sapere tutto.
La fermata: stato di attendismo o tempo di ascolto?
La corsa , Ideale assoluto  o  … sostenibile leggerezza di imperfezione ?
 
Silvana Rosita Leali
psicologa e psicoterapeuta


 
< Prec.   Pros. >

Flash news

In evidenza

 berlino22.jpgBerlino 2008: la Maratona più veloce d'Europa

 

proform485ellittica.jpg


Cardio&Fitness

Prossimi Appuntamenti

Incontri pubblici
Legnano (MI) - 09.09.2008
Cibo e mente nella prestazione sportiva
Incontri pubblici
Bologna - 13.09.2008
Nutrizione e metabolismo al SANA
Viaggi Maratona
Berlino - 25.09.2008
Maratona di Berlino: la più veloce d'Europa
Incontri pubblici
Cagliari - 04.10.2008
DietaGIFT per sportivi e non
Viaggi Maratona
New York - 29.10.2008
Maratona di New York 2008