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Lo Zen e l'arte di far muovere i nostri figli
Ed. Tecniche Nuove (febbraio 2008), € 19,90
 
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Quando il gioco si fa duro.... PDF Stampa E-mail
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Luca Speciani   

Trasferta ricca di emozioni nel week end a Genova, con la bellissima cornice del Palasport in cui si disputavano i campionati italiani indooor di Atletica, e in cui - lasciate le piccole pesti libere di scorrazzare dove volevano - ci si è potuti godere gli acuti di Longo e della Levorato. Sabato nel pomeriggio, al convegno pre-maratona su corpo e mente, ho conosciuto Giacomo Leone (che mi aveva anticipato la sua volontà di fare solo un allenamento) e salutato con piacere alcune vecchie e nuove conoscenze liguri: dal grande Vallerini (nella nuova veste di organizzatore per la maratona della Valfontanigorda) a Piero Gala, da Pioli (sempre presente) a Emilskandi, dal chiocciolone (che non sa cosa si è risparmiato non correndo) a pupillona e Agorunner ecc. (mi sono invece perso Pesce..). Il tempo (complice l'assenza di De Zordo) non prometteva nulla di buono: forte pioggia continua e raffiche di vento gelato la cui forza si poteva dedurre dai numerosi ombrelli sventrati che si trovavano in terra. Beh, si sfogherà stanotte, così domani è bello, ha detto qualcuno..... Al via era naturalmente anche peggio. Siamo usciti dal caldo palasport tre minuti prima del via, riuscendo più o meno a schierarci in prima fila, perché nessuno voleva stare allo scoperto a prendersi il freddo!

Correre era veramente proibitivo (ricordo di peggio, in vita mia, solo a Siracusa 2003, ma là non c'era il vento..). Due calcoli veloci mi facevano stimare che:
I metri percorsi in più per evitare le tantissime pozzanghere (spesso veri laghi, soprattutto in zona porto) avrebbero allungato non poco il percorso
l'appesantimento legato ai vestiti fradici (scarpe, capelli, maglia, calzini) poteva stimarsi in circa 1-2 kg, stimati da Arcelli in 2-4' di rallentamento finale, a parità di fatica
- Svariati km erano corsi col vento contrario: raffiche che in qualche caso sembravano sollevarti e portarti via, e che comunque rallenatvano fortemente chi stava davanti
- il percorso era lo stesso dell'anno scorso, con - alla fine della sopraelevata - un km sballato, che si correva in quasi un minuto in più (quest'anno avevano spostato il cartello, così che si correvano due km in 30 secondi in più ciascuno), da ripetere due volte. Per un totale di quasi due minuti aggiuntivi!

Pensare quindi di mantenere il ritmo previsto dalla stima del mio stato di forma attuale in condizioni "normali", era pura follia. Ho così consigliato a Patrizia (che dopo 3 settimane mi avrebbe regalato una grande gioia a Siracusa!) e a Franz di tenere un ritmo rallentato di circa 5"/km rispetto a quanto previsto in caso di bel tempo, al fine di rimanere sempre in un ambito di sforzo compatibile con l'utilizzo del "secondo serbatoio", ovvero con il consumo di grassi. Cosa che evidentemente non devono avere fatto in molti, se su 500 iscritti alla gara se ne sono classificati solo 348! Ho detto dunque di dimenticare idee di primati personali, e (nel caso mio e di Patrizia) avremmo lottato soprattutto per la posizione.
In effetti gli iscritti top erano parecchi, sia tra i maschi che tra le femmine. L'elenco si era poi arricchito negli ultimi giorni in modo vorticoso. Elenco i più noti (zitto Nick!) tanto per dare un'idea: Giacomo Leone, Philemon Kipkering, Jonah Kiptarus, Valerio Brignone, Giorgio Calcaterra col fido scudiero D'Innocenti, Emanuele Zenucchi, Sergio Orsi, Corrado Bado, Roberto Barbi, Simone Busetto, e altri marocchini, ugandesi e keniani a go-go (Kisri, Kiptanui, Kipsang Biwott), col contorno di quattro o cinque agguerriti austro-ungarici. C'erano poi i liguri, tra cui quelli che mi avevano legnato a dovere alla Foce-Recco: Oltre ai già citati Bado e Brignone, c'erano infatti Giorgianni (davanti a Breccia a Ceriale), Vicari, Pontevolpe, Cugnasco, Cusinato, Grella, Trincheri, Tarascio (questi ultimi due nazionali della 100 km), per limitarci ai più forti. Al primo passaggio sulla sopraelevata, esposti al vento e al freddo in maniera brutale, cerchiamo di formare un gruppo compatto, e mi trovo a passare in 38' al decimo km (ma con già il primo dei 4 km "pesanti" alle spalle). In pratica a 3'45-3'47/km di media effettiva. Con me sono Giorgianni, Vicari, Trincheri, Cugnasco e Pontevolpe. Sento fiatoni attorno, e capisco che c'è chi sta interpretando la gara "a cronometro", a mio giudizio sbagliando. Io stesso sono incerto. Se viaggio a 3'45 significa (dai miei calcoli) che dovrei avere la forma adatta a tenere (in condizioni normali) a 3'40/km. Cioè sotto le 2h35. Cioè il mio personale.

Meglio non pensarci e andare a sensazione. Riesco a respirare a fondo? Mi sento facile? Allora va bene. Sento fatica? Meglio rallentare un po' e tornare a consumare grassi. Passiamo alla mezza, giustamente prudenti, in 1h20'45". Al passaggio al palasport, verso il 23esimo km (cioè quando la maratona - si può dire - non è neppure iniziata), una svolta importante: Pontevolpe è rimasto bloccato da una contrattura, e Giorgianni aumenta seguito dal solo Cugnasco. Io e Vicari, più prudenti, restiamo indietro qualche metro. Trincheri sembra in difficoltà. Ma verso Boccadasse, in un punto di vento contrario violento, si torna sotto. Giorgianni, silenzioso fino ad allora, dice: ragazzi, così è impossibile! Facciamo un km a testa a tirare? Detto, fatto. Vado io a menare le danze. E iniziano le discussioni e la collaborazione. Piano Andrea, è troppo forte... va bene così, ok, ok... Torniamo al palasport, e senza accorgerci siamo al 28esimo. Tra un paio di km inizia la gara vera, quando finiranno gli zuccheri nei muscoli di chi non è stato capace di consumare grassi. Ma il 30esimo è sulla sopraelevata di nuovo nel vento. Continuiamo un km a testa alternadoci io e Andrea (Giorgianni). Saltano Vicari (chiuderà in 2h55') e Cugnasco (rit.), mentre Trincheri, sempre un po' in difficoltà, resta invece attaccato. Sembra di essere in trance. Forse lo siamo. E i km volano. "Dài, taglia la curva.. forza, vieni dietro... vuoi acqua?". E Andrea riesce a stupirmi dicendo "Sai che mi sento emozionato?" "Perché?" chiedo. "Perché non mi è mai capitato di trovarmi in una gara importante ad aiutarmi reciprocamente in modo così spontaneo con un 'avversario', ed è bellissimo!". Grande Andrea... "E' il bello della corsa....." è l'unica cosa che mi viene da dirgli, ma in realtà lo abbraccerei. Arriviamo al 36esimo, nel porto, tra pozzanghere immense e cic-ciac di piedi, e ancora mi sento dentro energia da vendere. Nessuna crisi, nessuna difficoltà. Solo fatica bella. Solo la bellezza - che pochi in verità fuori da questo ambiente possono capire - di essere completamente dentro a quello che sto facendo. Recuperiamo atleti, nel frattempo. Un austriaco, in lieve difficoltà, poi il piemontese Amateis. E improvvisamente, alle nostre spalle, un cic-ciac più deciso ci informa che è in arrivo la coppia (nella vita e nello sport) Corrado Bado-Ornella Ferrara. So già cosa significa (la Ferrara ha fatto questa gara come allenamento progressivo, e vuole chiudere gli ultimi km a 3'35/3'40). Ne ho ancora, e proviamo a stare dietro. Gli ultimi km sono corsi a un ritmo forsennato: non guardo più il cronometro, sento solo i muscoli e il vento. Ancora bei gesti tra me e Andrea: quando uno perde terreno, l'altro lo incita: "Dài, sotto, non vorremo perderli adesso...". Ma a meno di 2 km dalla fine devo lasciarli andare, perché sono veramente troppo veloci. Mi stupisce Trincheri, che riesce a tenere fino all'ultimo, e anche Andrea non perderà che pochi metri. A 500 m dall'arrivo raccolgo anche i resti di Rachid Kisri, che aveva battagliato a lungo per la prima posizione con Kipkering e Leone. E il gruppo Ferrara-Giorgianni-Trincheri riuscirà poi a riacciuffare anche il fortissimo Sergio Orsi. Alla fine chiudo in 2h41'00 (realtime), che - considerate le condizioni meteo - rappresenta per me un tempo comunque eccezionale, forse anche migliore del mio personale "recente" di 2h36'. Con una seconda parte addirittura migliore rispetto alla prima metà gara (e questo ha davvero dell'incredibile!) non solo come indice di buona forma generale, ma ancora di più indice di maturità tattica e di capacità di gestire con accortezza le proprie sensazioni. Sono 14° assoluto e secondo di categoria. Ma l'ipotesi di arrivare nei primi 10 mi ha sfiorato più volte durante la gara. All'arrivo mi abbraccio con Giorgianni e Trincheri, fradicio come loro, ed è un po' come se fossi arrivato insieme a loro.... Dopodiché inizia la ricerca disperata di Antonella, con le chiavi della macchina. Ed è solo grazie alla "cerata" di Pioli che riesco a non morire assiderato durante al ricerca.... Mi perdo del tutto Franz Rossi, che riesce incredibilmente a fare il suo primato personale nelle condizioni proibitive appena descritte!!! 3h56' significano per lui la dimostrazione di poter andare molto più veloce in condizioni normali. Edda ha concluso più che bene i previsti 25 km.

E ieri a Genova, lasciatemelo dire, abbiamo giocato mica male. A Siracusa, tra tre settimane, ci sarà pane per i denti di chiunque si presenti al via! Abbracci e complimentissimi a tutti! 
Luca

 

 

 

 
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