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Il tapascione e l'ambulanza |
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Ettore Comparelli
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tratto da "Lo Zen e l'arte della corsa"
Piacenza, 4/3/2001. Ieri ho corso la Maratona di Piacenza; non sono riuscito ad incontrare gli altri due Deads presenti: Paolo Manelli e Luca 'Clorofilla', di cui ho appena letto la strabilante performance. Vi racconto invece la mia, un pò meno strabiliante. Il mio obiettivo era di terminare la gara entro il tempo limite di 5h30'. Al via circa 1200 podisti di cui 500 impegnati nella maratona e gli altri nella mezza. Allo sparo parto alla grande e dopo 4 km mi accordo che sto tenendo una media, per me eccezionale inferiore ai 6' al km. Rallento un pò e circa al 6° km vengo affiancato da un'ambulanza; la graziosa infermiera si sporge a controllare il mio pettorale e per essere più sicura mi chiede gentilmente: 'mo fai la lunga o la corta?' 'la lunga' 'ah ...' 'sono già ultimo ?' ' nooo ... ce ne sono altri dietro' Si dimentica di precisarmi che quelli dietro faranno tutti la mezza. Continuo tranquillo, davanti a me un gruppetto sgranato con un passo simile al mio, dietro ... la mia ambulanza. Al 9° km nelle vicinanze dello stadio scorgo Maria Grazia, esattamente nei tempi che avevamo concordato per questo passaggio; le lascio il K-way visto che sta uscendo un pallido sole (al termine avrò persino la pelata arrossata !) e proseguo. Alll'11° km c'è la deviazione della mezza ed il gruppetto che mi precede svolta compatto a destra e mi ritrovo solo: davanti a me il vuoto ! Dietro l'ambulanza ! Vado in crisi nera; le gambe non girano più (scoprirò poi che questo tratto è in leggera ma costante salita); la testa non c'è. La mia crisi è evidente; ogni tanto qualcuno si accosta e mi chiede gentilmente se voglio smettere; sono vicino al ritiro ma continuo. Non so voi ma io durante una 42 sono abituato a fare un paio di rapidi pit-stop lungo i bordi della strada per ... fare acqua; ma come cacchio faccio a fermarmi con l'ambulanza che mi tallona e l'infermierina che mi cura con sguardo amorevole e protettivo ! Il momento peggiore lo passo attorno al 20° km durante l'attraversamento del borgo medioevale (finto ma veramente suggestivo) di Grazzano Visconti. Infatti qui gli addetti non riescono a nascondere il disappunto per la mia decisione di proseguire, con frasi che non mi fanno certo piacere (at'se l'ultim ! ma ritires!); in verità sono gli unici che hanno un comportamento di questo genere; tutti gli altri addetti sono sempre stati assolutamente gentili ed incoraggianti. All'uscita dal borgo (solo pedonale) mi accorgo che l'ambulanza è stata sostituita da un baracchino a 4 ruote ma senza targa, con la scritta 'Servizio Radio' guidato da un simpaticone che dopo pochi metri si ferma, scende e fingendo di osservare la campagna, con noncuranza mette mano alla ... patta. E come dice un antico detto: ' chi non p....a in compagnia ...' Ahhh che goduria ! Riparto alleggerito e poco dopo supero la mezza in 2h 30' e vengo di nuovo raggiunto dalla mia ambulanza. La mia infermierina mi sorride e mi invita: ' mo scei proprio scicuro che non vuoi fermarti ?' E' l'ultima volta che me lo chiede perchè a questo punto qualcosa scatta dentro la mia testa; non me ne frega più niente di essere ultimo; devo concludere così come mi ero ripromesso ! Le gambe ricomincano a girare in modo discreto; un pò corro, un pò cammino ed i km passano velocemente senza problemi (la strada è anche in leggera discesa); ai ristori del 25° e 30° scherzo con gli addetti sempre molto disponibili e spiritosi. Attorno al 34°, come direbbe Aldo Baglio: 'Non ci posssso credere !!'; all'orizzonte scorgo la sagoma inconfondibile di un altro tapascione che arranca in crisi. Finalmente dopo 25 km di deserto qualcuno nel mirino ! Dopo la cordialissima accoglienza delle signore del ristoro al 35° km parto all'attacco; lo raggiungo e lo stacco senza problemi. Come si faceva in un gioco da bambini gliel'ho passata; 'tua' 'ce l'hai''ta ghe l'e'. Non sono più l'ultimo !!! Mi spiace solo di avergli dovuto cedere anche la 'mia' ambulanza ! Procedo tranquillo e vengo affiancato da un vigile motociclista che mi scorterà fino all'arrivo facendomi attraversare tutti gli incroci senza problemi. Attorno al 38° km vengo di nuovo raggiunto anche dalla 'mia' ambulanza; in un primo momento rimango un pò sconcertato; temo che l'altro concorrente si sia ritirato mollandomi di nuovo l'ultimo posto. Chiedo all'infermierina che mi rassicura; sull'ultimo è rientrata un'altra ambulanza e loro mi hanno raggiunto; mi fa piacere credere che si fossero un pò affezionati a me. Non mi molleranno più fino all'arrivo. Al 41° km vedo in lontananza un altro in crisi ma siamo troppo vicini al traguardo e non riesco più a raggiungerlo. Mentre infilo il tappeto rosso dell'arrivo di Piazza Cavalli mi sale in gola un urlo liberatorio; la gioia è incontenibile; credo che chiudere una maratona (anche se con tempi così modesti da tapascione) sia una soddisfazione che solo i maratoneti possono capire. Saluto Maria Grazia che mi aspetta trepidante. Gli addetti all'arrivo mi accolgono e mi coccolano come se fossi il vincitore; mi coprono con il telo; mi mettono al collo una bellissima ed originale medaglia di vetro; mi tolgono il chip. Il tempo ? Guardo il cronometro è leggo 5h 7' 48" che farà sorridere molti di voi, ma è il mio miglior tempo dopo le 5h 15' di Padova e le 5h 21' di Milano dello scorso anno. Sono veramente felice. Alla prossima ! Ettore Comparelli
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