| Eurosalus | DietaGIFT | Sapori Eurosalus | Luigi Oreste Speciani | Forum | YouTube |
| Home :: Video sport :: Video alimentazione :: Calendario 2010 :: Viaggi Maratona :: Libri :: Rassegna stampa :: Lettere :: Contatti |
 

 

Libri e Pubblicazioni

DietaGIFT, dieta di segnale
 
I libri di Luca Speciani
Cliccando sui singoli libri potrete leggerne le recensioni
 

Video di sport

videometabolismobasale.jpg videofattorelimitante.jpg VideoAdrenalineTecnicaCorsa.jpg VideoalimPreGara.jpg videoallenamentidigruppoacentralpark.jpg videonewyorkincontrotecnico.jpg

Video di alimentazione

videofruttaverdura.jpg videocibiintegrali.jpg videocibospazzatura.jpg videocolazionericca.jpg VideoGiftella.jpg videopastaintegrale.jpgvideobiscottiintegrali.jpg women-running.jpg

E' più "normale" essere sedentari o correre una maratona? PDF Stampa E-mail
Luca Speciani   
Numero di Luglio/Agosto della rivista CORRERE

Due diverse normalità
Ciò che è considerato “normale” dalla gente, spesso non ha nulla a che vedere con una “normalità” fisiologica o alimentare. Per esempio oggi per tanti è consuetudine mangiare pane bianco raffinato, quando i cereali integrali hanno rappresentato la normalità per diecimila anni. Allo stesso modo oggi si considera normale prendere l’automobile per fare due isolati, o salire in ascensore per raggiungere il secondo piano. Può essere importante dunque distinguere ciò che è diventato abitudine, da ciò che invece è “normale” rispetto al modo in cui noi siamo fatti.
Un grande contributo su questo argomento lo dobbiamo a due scienziati americani, Dennis Bramble e Daniel Lieberman, che nel Novembre del 2004 hanno pubblicato su “Nature” (forse la più prestigiosa rivista scientifica al mondo) un lavoro piuttosto rivoluzionario sul significato della corsa nell’evoluzione dell’uomo.
Ho già parlato di questo argomento piuttosto scottante in altre occasioni su queste pagine. Chi voglia approfondire potrà cercare il pezzo originale su “Nature” (pezzo leggibile con Acrobat Reader), ma la sintesi di quanto dimostrato (con schiaccianti prove documentali di tipo anatomico-fisiologico) è che la struttura del corpo umano così come la conosciamo oggi, è strettamente legata alla corsa. La maggior parte delle caratteristiche anatomiche che ci distinguono dalle scimmie antropomorfe sono infatti adattamenti alla corsa di lunga durata e non solo – come molti hanno a lungo pensato – alla semplice stazione eretta.

Chi è il “matto”?
Quando a casa o sul luogo di lavoro qualcuno ci dice se non siamo “matti” ad andare a correre sotto la pioggia o il solleone estivo, non dobbiamo più sentirci in imbarazzo. Guardiamo il corpo di chi ci fa questa osservazione, ed esaminiamo quale sia lo stato tonico della sua muscolatura. Esaminiamo impietosamente gli eventuali depositi di grasso in eccesso. Valutiamo con attenzione lo stato di benessere mentale del nostro interlocutore. E se potessimo entrare per un momento all’interno del suo organismo potremmo anche guardare da vicino lo stato complessivo del suo apparato cardiovascolare (efficienza del circolo venoso e arterioso, pulizia dei polmoni, gittata cardiaca, depositi di colesterolo, pressione). Infine il tono generale, la postura, la capacità di sforzo e di recupero possono essere in qualche misura compromessi.
Se noi invece di essere sedentari ci alleniamo con regolarità, in modo adeguato alle nostre possibilità, e sfruttando le nostre doti aerobiche, possiamo stare certi che lo stato dei nostri apparati sarà sensibilmente migliore rispetto a quello del sedentario che ci sta in quel momento interrogando. Perché?

Primati “maratoneti”
La spiegazione, una volta compreso a fondo il significato del lavoro di Bramble e Lieberman, non è difficile. Noi ci siamo evoluti per correre. Non per sollevare dei pesi o per suonare la chitarra. Possiamo fare anche quello, se lo vogliamo. Ma la nicchia biologica e alimentare che ci ha consentito di sopravvivere in ambiente ostile più dei nostri (allora) fratelli primati, è stata quella consentita dall’abilità acquisita nella corsa di lunga durata. E poiché la corsa era data per scontata, la funzionalità dei nostri organi (in particolare del nostro cervello) non può essere piena in assenza di questa condizione preliminare. Se non facciamo un’adeguata quantità di movimento ogni giorno, è come se vivessimo senza ossigeno, o senza luce, o senza cibo. Ci manca qualcosa che fa parte del nostro equilibrio biologico.
Senza correre potremo sopravvivere a lungo, forse. Ma non vivremo mai al 100% delle nostre potenzialità. Rinunciamo ad essere ciò che siamo. E prima o poi il debito accumulato richiederà di essere pagato.

I “matti” non siamo noi, ma quelli che non corrono. Quando un sedentario ci farà qualche osservazione sulla nostra bizzarria, non arrabbiamoci. Guardiamolo fisso negli occhi, infiliamo le scarpette, e voliamo su un qualsiasi sentiero a ritrovare noi stessi.
Luca Speciani

VOCABOLARIO

 

 

Primati raggruppamento tassonomico che unisce l’uomo e tutte le scimmie
 
< Prec.   Pros. >

Flash news

Prossimi Appuntamenti

Incontri pubblici
Taranto - 13.03.2010
Doppio appuntamento a Taranto: per sportivi e non
Incontri pubblici
Milano - 18.03.2010
A cena con Luca Speciani: parliamo di grassi e colesterolo
Incontri pubblici
Gaggiano - MI - 19.03.2010
Alimentazione e prestazione nell'endurance: corsa, nuoto, ciclismo e sci
Incontri pubblici
Milano - 08.04.2010
A cena con Luca Speciani: i danni delle diete yo-yo
Corsi
Lago di Osiglia (SV) - Da: 22.04.2010 - A: 25.04.2010
Tre giorni, tre sport
Incontri pubblici
Milano - 22.04.2010
A cena con Attilio Speciani: le intolleranze alimentari