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Pranzi e cenoni delle festività ci lasciano spesso un carico indesiderato. Sta a noi in prima persona impostare nuove regole di vita che con semplicità ci portino verso salute e benessere. La corsa può essere protagonista del nostro cambiamento.
Pranzi e cenoni delle festività ci lasciano spesso un carico indesiderato. Sta a noi in prima persona impostare nuove regole di vita che con semplicità ci portino verso salute e benessere. La corsa può essere protagonista del nostro cambiamento. Nessuno farà per te ciò che nemmeno tu hai voglia di fare. Così recita un detto orientale, di stringente attualità nel periodo successivo alle tradizionali scorpacciate delle feste natalizie. Dopo, constatando l’accumulo di qualche chiletto in più che rende la nostra corsa più goffa e imbolsita, è tutto un piangere lacrime di coccodrillo. Ma a chi spetta mettere in atto qualche cambiamento, per evitare il ripetersi di questo “rito” che annualmente ci porta lontani dall’equilibrio, e ci fa poi trascinare stanchi nelle prime maratone primaverili? Aggiungere 2-3 kg in un mese al nostro peso (magari già un po’ sovrabbondante) non significa solo perdere 6’ sul tempo finale in maratona a parità di ogni altra condizione. Significa anche gravare in modo dannoso sulle articolazioni, rendere più faticosi i normali movimenti, alterare lo stile di corsa, spostare il baricentro, e infine predisporci indirettamente ai tipici malanni di fine inverno. Vediamo cosa si può fare nella pratica per sottrarsi a questo circolo vizioso con qualche idea nuova che ci permetta di conservare il piacere della tradizione senza farci del male. Innovare, innovare.. La prima cosa da fare è trovare il coraggio per innovare. Chi ha detto che il giorno di Natale si debba stare seduti per 4 ore ad un tavolo, ingozzandosi in sequenza di ogni genere di specialità, dai tortelli in brodo al cappone con la mostarda, dalla crema al mascarpone al panettone al cioccolato? Grazie al cielo non viviamo più in una civiltà nella quale la festa era il solo momento in cui c’era abbondanza di cibo, e si faceva la fame tutti gli altri giorni. Adesso il cioccolato, volendo, lo compriamo ogni giorno, e i tortelli sono addirittura un piatto povero. Dunque perché non concentrarci su quella che è la vera essenza della festa, ovvero la compagnia di chi ci vuole bene, le chiacchiere, i giochi, le barzellette, la socialità? Tra i tanti cibi del Natale ce ne sono certo di grassi e pesanti, ma anche di più leggeri e salutari. Perché non scegliere? Non è più simpatico assaggiare ciascuna delle specialità particolari che ci mettono davanti (dal paté alle creme di avocado) limitandoci nelle porzioni, e assaporando tutto con gusto? Se il vino è buono, a maggior ragione sarà piacevole centellinarne qualche sorso in accompagnamento a ciascun piatto. O qualcuno ci obbliga a buttarne giù degli interi bicchieri, riempiendo il fegato di acetaldeide per le successive 36 ore? Correre a Natale Sappiamo bene che anche i cibi più salutari, se assunti in eccesso, sono in grado di generare picchi insulinici che poi depistano verso gli adipociti (le nostre cellule grasse) il surplus calorico ingerito. Il dopo pranzo o il dopo cenone devono dunque essere momenti di forte accumulo adiposo? Non necessariamente. Per svuotare le cellule di glucosio, e fare spazio agli zuccheri che nuotano nel nostro sangue non c’è nulla di meglio che una buona corsetta. Le nostre città, il giorno di Natale, sono uno spettacolo. Ma anche a Santo Stefano la magia è ancora intatta, così come il primo dell’anno. Strade deserte, parchi silenziosi, magari prati innevati. Quando ero poco più che adolescente avevo una tradizione con un mio amico e compagno di corse: il giorno di Natale, o al più la mattina dopo, ci trovavamo per una corsetta per le vie di Milano o ai giardini pubblici di Porta Venezia. Se sfogliamo i calendari delle gare troviamo che la tradizione, in questi 25 anni, si è formalizzata. “Christmas run” sono disponibili un po’ dappertutto in Italia, e se non lo fossero nella vostra città, è possibile organizzarsi tra amici per fare una corsetta insieme in uno di questi giorni magici. Basta portarsi dietro una macchina fotografica, e magari qualche cappello da Babbo Natale, e il gioco è fatto. Pulizia interiore E’ bella la sensazione di pulizia che ci si sente “dentro” dopo aver corso nel freddo. Così diversa dalla sensazione di “stomaco pieno” dopo una mangiata eccessiva, con tutto il nostro organismo in lotta per liberarsi degli eccessi che abbiamo forzato. Il danno generato al nostro organismo non è solo una “sensazione”. I dati statistici sull’incremento dei casi di diabete e malattie cardiovascolari (patologie legate al sovrappeso e ad errati stili di vita) parlano chiarissimo. Siamo davanti ad un’incidenza sempre maggiore del problema, anche in giovane età, e siamo certi che gli stravizi delle festività natalizie, in un periodo che il nostro organismo interpreta come favorevole all’accumulo di scorte, abbiano la loro buona parte nell’aggravare il problema. Ma abbiamo davvero la convinzione che basti un po’ di corsa per rimettere a posto le cose? Se proviamo a fare un semplice calcolo, capiamo subito che le cose non stanno così. Un po’ di calcoli Un individuo di 70 kg consuma circa 700 kcal se corre (o cammina!) per 10 km. Ma di quelle calorie, quanti sono zuccheri (che si recuperano al primo pasto) e quanti grassi (che rappresentano invece la perdita reale che fa dimagrire)? Se l’atleta avrà corso piano, ad un ritmo “facile”, il suo consumo di grassi sarà all’incirca intorno al 30% del totale (se invece avesse corso col cuore in gola avrebbe consumato solo zuccheri). Dunque possiamo dire che ha consumato 210 kcal di grassi, ovvero (poiché 1 g di grassi vale 9 kcal) 23,33 g di grasso. Pensiamo dunque, con quei 23 g di avere risolto il problema del sovrappeso? No certo. Se volessimo perdere 10 kg dovremmo correre 4348 km, cioè quasi quattro volte l’Italia da cima a fondo! In realtà non è proprio così, perché sappiamo che la corsa attiva il metabolismo, e ci fa consumare grassi anche nei giorni successivi, ma il discorso rende l’idea. E dunque che soluzione attuare per non soccombere? Cambiare “stile” Ciò che serve è un cambio di stile di vita, che gradualmente deve portarci verso un nuovo stato di benessere complessivo, che fonda armonicamente alimentazione e movimento fisico con la nostra serenità interiore. Se ci sembra facile a dirsi ma non a farsi, ecco qualche comportamento “nuovo” da sperimentare: il movimento come regola, cibi gustosi ma sani, e il sorriso come compagno di vita. “Movimento come regola” significa ricordare che il nostro corpo è uguale a quello dei nostri avi preistorici che erano in movimento da mattina a sera. Vuol dire quindi lasciare stare l’auto ogni volta che ciò sia possibile, correre in ogni occasione per il puro piacere di farlo, camminare sempre anche quando esista un’alternativa (ascensore, scala mobile). Vuol dire preferire una passeggiata nella neve ad un’ora di TV, vuol dire giocare in un prato con i propri bimbi piuttosto che a scacchi o a risiko. “Cibi sani e gustosi” significa scegliere attivamente e non passivamente ciò con cui ci si vuole nutrire. E una volta scelto, gustarlo appieno, come uno dei piaceri della vita. Vino, cioccolato, caffè, miele non sono cibi da evitare, ma da moderare. Gustandoli. Masticandoli. Assaporandoli. Annusandoli. Infine il sorriso. Che sarebbero la vita e la corsa senza di quello? Corpo e anima sono solo due espressioni diversificate della stessa sostanza. Se maltrattiamo il primo non possiamo pensare che il secondo sorrida, e viceversa. Abbiamo la fortuna di avere incontrato amici che ci hanno fatto conoscere ed amare la corsa. Saremo capaci di trasformare questa bellissima cosa in “lievito” per la nostra consapevolezza nei riguardi di salute e benessere? A noi la scelta. Luca Speciani vocabolario | Picco insulinico | impennata del livello di glucosio nel sangue, che richiede un immediato intervento correttivo da parte dell’insulina, che ha infatti lo scopo di normalizzare la glicemia, ma che purtroppo poi indirizza anche verso i depositi di grasso gli zuccheri rimossi. | | Adipocita | cellula deputata all’accumulo di grasso | | Diabete | malattia legata ad una insufficiente o nulla produzione di insulina. | | Malattie cardiovascolari | malattie che coinvolgono il cuore e i vasi sanguigni (infarto del miocardio, arteriosclerosi | |