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La scioltezza e l'economia di corsa influenzano direttamente il coefficiente K (ricordate la formula? Consumo calorico in kcal = K per peso in kg x km percorsi). Se correte male, scoordinati, dispersivi, il K si alza in modo dannoso, e vi aumenta la spesa energetica anche del 20%! Questo significa che a parità di allenamento, in maratona si rischia di fermarsi distrutti 7-8 km prima del previsto (al 35° se siamo bene allenati, al 28° se male..). Ne "Lo zen e l'arte della corsa" ho a lungo parlato di meditazione in movimento, che è quello stato di "trance" naturale che vi permette di inserire il "pilota automatico" facendo molta meno fatica a ritmi più sostenuti. Arcelli e Canova (2002) suggeriscono, come elementi importanti per tenere basso il valore del coefficiente K, di: - limitare le oscillazioni verticali del tronco
- ridurre le frenate del piede all’arrivo a terra
- non avere un passo eccessivamente ampio e poco frequente
- compiere con la massima scioltezza i movimenti degli arti superiori
- evitare tensioni eccessive della muscolatura non impegnata, o poco impegnata.
Mentre i primi tre fattori sono genericamente legati alla tecnica di corsa, gli ultimi due fanno riferimento invece specificamente alla fluidità e scioltezza di movimento. Sul “come” ottenere questa scioltezza, Malcolm Balk e Andrew Shields, nel loro “ The art of running with the Alexander technique” suggeriscono alcuni movimenti specifici, consistenti in: - Posizionamento della testa sul tronco in modo che lo sguardo spazi 30-40 metri in avanti
- Allungamento della spina dorsale durante il movimento
- Scioglimento delle rigidità intrinseche al blocco collo-spalle-schiena attraverso una maggiore indipendenza delle articolazioni
- Spinta al movimento attraverso la ritmicità delle braccia, piuttosto che con la forza delle gambe.
Inviterei tutti a provare questo tipo di esercizi (in particolare la spinta di braccia, che guida le gambe e non viceversa..) durante la corsa, e a riportarmene gli eventuali benefici, o le sensazioni provate. Io percepisco una notevole leggerezza nella corsa, quando divento consapevole di questi movimenti. E mi sembra di poter accelerare molto di più. Mentre quando mi metto a spingere tutto rigido e contratto, più di tanto non posso fare. Altri esercizi e notazioni sono riportati nella sezione "allenamenti FLU" di "Mente e maratona". Una corsa "buona" ci rende più leggeri ed economici nel gesto atletico. I vantaggi sono notevoli sul piano della salute e della resa dal punto di vista della prestazione. Vale sicuramente la pena di lavorarci su con attenzione. Luca Speciani |