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Lo Zen e l'arte di far muovere i nostri figli
Ed. Tecniche Nuove (febbraio 2008), € 19,90
 
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Dieta zona e prestazioni PDF Stampa E-mail
(2 voti)
di Luca Speciani   

Ciao Luca,
prima di tutto mi presento:
mi chiamo Enrico, ho 46 anni, sono laureato in Medicina (siamo  colleghi !) e da 15 anni faccio l'odontoiatra.
Mi occupo, come hobby, tra le tantissime cose, di dietologia: conosco  molto bene le teorie che stanno alla base della dieta Zona e seguo con curiosità e interesse la dieta Gift.
Ovviamente corro!!
Ma vediamo di articolare meglio il discorso:

1) Seguo i tuoi libri e i tuoi articoli con molto interesse e li ritengo validissimi e fatti con rigore scientifico. Ho letto con molto interesse "Lo zen e l'arte della corsa".
I tuoi articoli sulla moderna dietologia sono ovviamente fatti con rigore e serietà.

2) Sono molto interessato al progetto MBW, di cui conosco poco, purtroppo, e vorrei avere informazioni maggiori e magari trasmetterle ai miei amici di corsa.

Veniamo al problema spinoso, scusa se ti sto tediando: corro da circa 13 anni, allora pesavo 94 Kg (si, novantaquattro chili), poi nell'arco di circa un anno e mezzo, ho perso circa venti chili ed ora peso 74 kg e sono alto 1,74.
All'inizio correvo "a sentimento", da solo, senza mete o obiettivi (percorrevo 4 km in 40 minuti !!).

Per anni ho corso in questo modo, tanto per star bene e dimagrire un pò.
Poi, un bel giorno, un amico mi invita a correre con un gruppetto di disperati e via i primi lunghi (10-13 km), che poi sono diventati 20, 25. Poi l'invito a iscrivermi alla Fidal e le prime garette.
Qualche campestre, qualche maratonina e molte 10 Km paesane.

Stanco di arrivare tra gli ultimi ho deciso di migliorare un po', ma credimi non ci riesco.
L'ultima gara l'ho fatta domenica scorsa: un percorso cittadino, impegnativo su 10 km. Ho impiegato ben 52 minuti: roba da pazzi.
A questo punto mi chiedo dov'è che sbaglio: alimentazione, allenamento?
Il medico sportivo sostiene che è tutto a posto.
Ciononostante non schiodo da questi deludentissimi risultati. Ho pensato che queste prestazioni deludenti siano dovute alla dieta zona che sto seguento: praticamente ho eliminato da tempo i carboidrati complessi, mangio raramente pasta e riso o pane, divoro verdure, insalate, frutta e mangio la quantità di proteine secondo la dieta zona.
Venendo a conoscenza della dieta GIFT ho capito che forse devo modificare qualcosa, ma ho paura di riprendere peso: che fare?
Ti sarei grato se mi dessi qualche dritta.
Un abbraccio
Enrico


virgulto.jpgRisponde Luca Speciani

Ciao Emilio,
se hai letto qua e là le nostre opinioni sulla zona avrai avuto modo di capire quale sia la critica più dura che facciamo a questo tipo di dieta. Si tratta di un regime fortemente ipocalorico. E il problema si esacerba ulteriormente nei confronti dell'atleta.
L'atleta che, pur con un corretto apporto proteico, apporti al suo organismo una quantità di calorie assolutamente insufficiente ai suoi fabbisogni, nel tempo va ad autoregolare il suo metabolismo basale a fini di sopravvivenza.
Le quantità di leptina secrete dagli adipociti andranno a ridursi, e tutti i sistemi organici ipotalamo-ipofisi dipendenti (GH, ACTH, FSH/LH, TSH) rallenteranno il metabolismo consentendogli la sopravvivenza (come nelle carestie subite in epoche remote) ma con un setpoint lontanissimo da quello corrispondente alla massima efficienza prestativa.
Ciò avviene soprattutto quando le regole della zona vengono applicate rigidamente e per un periodo di almeno qualche mese. L'applicazione molto libera e ricca di sgarri invece di solito non crea gravi problemi visto che le indicazioni "general" della zona sono abbastanza sane.
Se ti riconosci in questo quadro la via d'uscita è una sola: un ripristino graduale del numero di calorie corretto con un incremento pari a 100-150 calorie in più alla settimana, da aggiungere a partire dalla colazione per sfruttare la favorevole situazione cronobiologica e indurre un segnale attivatorio, fino a definire un nuovo setpoint metabolico corrispondente
alla piena utilizzazione di tutti gli organi e i sistemi del nostro corpo.
Non sarà un processo velocissimo ma.. vale la pena sicuramente di invertire la rotta e soprattutto, come medico, di gridare a voce alta alle persone che non dispongono delle nostre conoscenze di non cadere nella "trappola".
Auguri e a presto
Luca Speciani (che sarà "collega" non prima di un paio d'anni)

 
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