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la dieta metabolica commentata PDF Stampa E-mail
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Redazione Corsa, Mente e Corpo   

 

Descrizione del metodo
Le diete cosiddette “monocibo” vanno di gran moda nelle riviste femminili, e promettono solitamente rapidi dimagrimenti pre-estivi in pochi giorni o poche settimane, anche a chi non abbia alcuna competenza o cultura di tipo alimentare, data la facilissima applicazione. Il principio è semplice: si può mangiare illimitatamente, fino a sazietà, ma di un solo cibo (di solito scelto tra quelli che vantano proprietà dimagranti). Esiste così la dieta del pompelmo, quella dell’ananas, quella dell’uva, quella dello yogurt, quella del minestrone e così via. Il concetto è di una semplicità disarmante: quanto ne vuoi, purché solo di quello. Varianti meno moleste prevedono una categoria di cibi invece che un solo cibo (latte/latticini, solo frutta ecc.).

Vantaggi
Se una dieta di sola frutta dura due giorni (o due giorni alla settimana) può rappresentare un salutare momento di disintossicazione rispetto ad una quotidianità alimentarmene scorretta. Chi segua un regime già equilibrato non ha alcun bisogno di questo genere di “punizioni”. Il temporaneo calo di peso è legato al meccanismo naturale (e salutare) di rifiuto e di autodifesa nei confronti di alcune sostanze presenti nel cibo prescelto (qualunque sia) che arrivano a livelli tossici per il nostro organismo. Spontaneamente “non se ne può più” e si mangia poco, trasformando così la dieta i una qualsiasi dieta ipocalorica (ma squilibratissima).

Svantaggi
Infiniti. Nutrirsi per un’intera settimana, o talvolta anche più, con un solo tipo di alimento, generarisposte organiche di intolleranza verso l’alimento stesso, che potranno poi trascinarsi per anni con sintomatologie subdole o di difficile riconoscimento. Inoltre un solo alimento, per quanto sano, non fornisce mai un ventaglio di nutrienti idoneo a soddisfare completamente le esigenze del nostro organismo. Una dieta monocibo, dunque, genera in noi carenze nutritive più o meno gravi, con le quali faremo presto i conti. L’assenza (frequente) di proteine e di grassi in questi regimi “da rivista”, favorisce poi spesso l’innalzamento della glicemia, con generazione di picchi insulinici e relativo ingrassamento. Se poi si prosegue fino alla fase ipocalorica (quando del cibo assunto non se ne può davvero più) si subiscono anche gli indesiderati effetti di un rallentamento metabolico. Solo chi non abbia a cuore la propria salute può convincersi a seguire un regime così squilibrato.

 
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